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6 ORE DI SAN PAOLO: BMW TIENE A BADA FERRARI NEL FINALE

  • Immagine del redattore: Cavalieri Garage Magazine
    Cavalieri Garage Magazine
  • 13 lug
  • Tempo di lettura: 3 min


BMW M Motorsport e WRT conquistano la seconda vittoria stagionale nel FIA World Endurance Championship, imponendosi nella 6 Ore di San Paolo con la BMW M Hybrid V8 #15 affidata a Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor. Dopo il secondo posto ottenuto a Spa, l'equipaggio centra il bersaglio pieno precedendo la Ferrari 499P #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi.


La BMW ha costruito il successo nelle prime tre ore di gara, prendendo il comando e gestendo poi con autorevolezza ogni fase della competizione. Nel finale Ferrari ha provato a ribaltare l'esito della corsa con una strategia differente nella gestione degli pneumatici, tentando di sfruttare un vantaggio prestazionale negli ultimi stint, ma il team WRT ha controllato la situazione senza concedere reali opportunità agli avversari.


A complicare ulteriormente la rimonta della Ferrari è stato anche un errore di James Calado, che ha toccato le barriere in uscita dalla pit lane dopo la quarta sosta. Pur riuscendo a proseguire senza danni strutturali, il britannico ha dovuto completare uno stint con un detrito rimasto incastrato sul lato sinistro della vettura, perdendo ulteriore terreno nella lotta per la vittoria.


Per BMW è il secondo successo della stagione nel FIA WEC, mentre Ferrari conquista un podio particolarmente significativo su un circuito che, storicamente, non aveva mai esaltato le caratteristiche della 499P. Delude invece Cadillac Racing: dopo aver dominato le qualifiche, il costruttore americano ha dovuto accontentarsi del terzo posto con la V-Series.R #12 di Norman Nato e Will Stevens e della quarta posizione con la #38 di Earl Bamber, Jack Aitken e Sébastien Bourdais.


Alle loro spalle Robert Kubica ha portato la Ferrari #83 AF Corse in quinta posizione al termine di una gara particolarmente movimentata, caratterizzata anche da diversi contatti con la Cadillac #12. Nel finale la vettura privata italiana ha avuto la meglio sulla BMW #20 di Robin Frijns e sulla Ferrari #50 di Antonio Fuoco, coinvolte in un contatto alla curva 2.


L'episodio ha visto Robin Frijns spedire in testacoda Antonio Fuoco, con entrambe le Hypercar costrette a perdere posizioni. La BMW #20 ha infine concluso sesta, mentre la Ferrari #50 ha chiuso ottava, separata dall'Aston Martin Valkyrie #007 di Tom Gamble. La seconda Aston Martin ha terminato al nono posto davanti all'Alpine A424 #35.


La squadra francese aveva scelto una strategia alternativa anticipando il primo pit-stop nella speranza di giocarsi il successo nelle fasi decisive. La scommessa ha funzionato fino all'ultima ora, quando Charles Milesi è stato costretto a un doppio passaggio in pit lane, compromettendo definitivamente ogni ambizione di podio.


Nella classe GT, Corvette firma il secondo successo consecutivo dopo il trionfo di Le Mans. La Chevrolet Corvette Z06 GT3.R #34 di Charlie Eastwood, Peter Dempsey e Salih Yoluc ha preceduto la BMW M4 GT3 #69 del Team WRT e la Porsche 911 GT3 R #92 di Manthey Racing.


Grande spettacolo anche nella lotta per la quarta posizione, con la Porsche #91 impegnata in un intenso duello contro la Ford Mustang GT3 EVO #88 di Proton Competition. Logan Sargeant ha tentato fino all'ultimo di superare entrambe le Porsche ufficiali Manthey, senza però riuscire a completare la rimonta.


Ora il FIA WEC si ferma per la pausa estiva. Il campionato tornerà in pista a settembre al Circuit of The Americas, mentre resta ancora aperto il tema relativo al calendario finale: qualora le prove del Qatar e del Bahrain dovessero essere cancellate, non è da escludere un epilogo di stagione in Italia.




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