WEC: SEGNALE FORTE DI TOYOTA ALLA 6 ORE DI IMOLA
- Cavalieri Garage Magazine

- 19 apr
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Ryo Hirakawa, Brendon Hartley e Sébastien Buemi inaugurano nel modo più efficace possibile la stagione 2026 del FIA World Endurance Championship, portando Toyota a un traguardo simbolico: 50 vittorie in 100 gare disputate. Il marchio giapponese, già vincente in Emilia-Romagna nel 2024, si ripresenta a Imola con la nuova TR010 e centra subito il bersaglio, battendo la Ferrari #51 di Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado.
La 6 Ore di Imola si è sviluppata sotto la costante minaccia della pioggia, elemento che ha aggiunto ulteriore incertezza a una gara già estremamente tattica. In questo contesto, anche la seconda Toyota ha avuto un ruolo chiave nel mettere pressione alla Ferrari di testa. Un momento decisivo è arrivato dopo la quinta sosta, quando Kamui Kobayashi, con la #7, è riuscito a sorprendere Giovinazzi restando in pista senza cambiare gli pneumatici, guadagnando così la posizione.
Strategie convergenti, invece, per la Ferrari #51 e per la Toyota #8: entrambe hanno optato per un approccio più conservativo, che ha permesso a Sébastien Buemi di gestire progressivamente il vantaggio accumulato sia sulla vettura gemella che sulla Ferrari inseguitrice. Da quel momento in avanti, la gara si è trasformata in un esercizio di controllo più che di attacco.
L’ultima tornata di pit stop ha rimescolato parzialmente le carte: il cambio gomme della Toyota #7 ha consentito a Giovinazzi di riprendersi la seconda posizione. Tuttavia, il margine accumulato dalla #8 si è rivelato incolmabile. La Ferrari ha provato a ricucire lo strappo, ma senza mai riuscire realmente a impensierire la leadership Toyota.
Arriva così un successo immediato per la nuova TR010, che debutta vincendo davanti alla Ferrari #51, costretta ad accontentarsi della piazza d’onore. A completare il podio è proprio la seconda Toyota, la #7 di Kobayashi, De Vries e Conway, a conferma di una prestazione di squadra estremamente solida. Toyota non è stata solo veloce: è stata precisa, coerente e impeccabile nei momenti chiave.
Alle spalle del trio di testa, la quarta posizione va all’Alpine #35, seguita dalla BMW #20 e dalla Ferrari #50, penalizzata pesantemente per un’infrazione in regime di bandiera gialla. Un errore che ha compromesso una gara potenzialmente da podio, relegandola fuori dalle posizioni di vertice. Completano la top ten BMW #15, Cadillac #38, Aston Martin #007 e la Ferrari #83 di AF Corse.
Nella categoria GT, dominio netto della BMW M4 GT3 EVO #69 di McIntosh, Thompson e Harper, che replica il successo ottenuto nel 2024. Alle loro spalle chiudono la Corvette #33 TF Sport e la Porsche #92 Manthey. Una vittoria costruita con solidità e senza sbavature, in perfetto stile endurance.
Grande delusione invece per la McLaren #10 Garage 59: un problema tecnico ha impedito a Marvin Kirchhöfer di conquistare una vittoria che sembrava alla portata al debutto del team nella serie. Un’occasione sfumata che lascia spazio a più di un rimpianto.
Ai piedi del podio chiude la Porsche #91, seguita dalla BMW #32 WRT e dalla Ferrari #21 VISTA AF Corse. Proprio quest’ultima ha visto sfumare un possibile piazzamento tra i primi tre a causa di una sosta extra nel finale, che ha compromesso il risultato della 296 GT3 EVO di Heriau, Mann e Rovera.
Il prossimo appuntamento è fissato per il secondo weekend di maggio a Spa-Francorchamps. Intanto, Imola risponde presente: oltre 92.000 spettatori hanno affollato l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, confermando ancora una volta il forte legame tra il pubblico italiano e il mondo dell’endurance.
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