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UNA LETTERA OLTRE IL TEMPO


Thomas Knopper, una lettera oltre il tempo

Ciao TK,

Sono io, Simone. E chi altro sennò?


Questi 15 anni sono stati una corsa continua. c'è stato pochissimo tempo per fermarsi a riflettere davvero su quante cose siano veramente cambiate. Eppure tra un progetto e l'altro, tra un'altra estate che passa ed un altro 9 Agosto che arriva, ho avuto tempo per pensare.


A due settimane dai miei 30 anni ho deciso di parlarti di nuovo, con una lettera oltre il tempo. Una lettera pubblicata qui, in questa sezione del mio nuovo progetto imprenditoriale. Eh sì, caro TK, nella vita faccio questo adesso, lo faccio da ormai 10 anni. E sono pure arrivato in F1 e a Le Mans con la Ferrari. Non come pilota, non farti strane idee. Ora ti spiego.


Come ci sono arrivato? Beh, ora il mondo è un posto diverso e lo è anche il motorsport. Ora l'informatica e la simulazione la fanno da padrone e in nessuna categoria nessun pilota scende in pista senza prima essersi fatto ore al simulatore. So che non ti piace l'idea ma è andata così, ed in un certo senso l'ho voluto anch'io, con la mia prima startup. Ora senza un simulatore driver-in-the-loop (quelli che ti facevano venire mal di testa), non si progetta nessuna auto e nessun assetto.


Ti ricordi quando durante i viaggi per le piste facevamo gara a chi aveva ragione o torto sulle nostre previsioni? Beh, vorrei farlo di nuovo.

Dato che ci divertivamo a darci fastidio, ricomincio. Su Max Verstappen avevi torto! La sua carriera non è stata un fuoco di paglia. Anzi. Sta per vincere il suo terzo mondiale di Formula 1 con la RedBull. La Ferrari? C'è tanto da dire, vorrei che fosse diversa ma gli interessi di chi la gestisce sono altrove. E su quello avevamo ragione entrambi, non è cambiato granchè. Ci ha provato Alonso, ci ha provato Vettel: hanno fallito entrambi.


Eppure ha vinto Le Mans. Sì esatto, la Ferrari a Le Mans nella categoria regina ha vinto, al primo tentativo. Figo, vero? E ho pure partecipato al progetto nell'ambito simulativo, fatico ancora a crederci a dir la verità.


Sai su cosa ho avuto torto io, invece? Su di me e su di te.

Su di me, perchè dopo aver smesso con le corse pensavo di aver chiuso con il mondo che volevo frequentare, ed invece eccomi qui a vivere di motorsport sempre e comunque, in un modo o nell'altro.

Su di te, perchè credevo che la gente ti dimenticasse in fretta. E invece non è così.


C'è invece qualcosa sulla quale avevamo ragione? Certo, e avrei preferito non fosse così. Il mondo è diverso adesso, e purtroppo avevamo ragione ad essere pessimisti. Ti spiego, non è che va proprio tutto così male... il problema sono certe dinamiche. Le persone sono disposte a combattere tutte le battaglie del mondo, purché siano protetti da uno schermo e per difendere gli ideali che fanno comodo al momento. Quando è il momento di aiutare gli altri, tutti spariscono. Hanno altro da fare, tipo postare su Instagram, fare un TikTok o farsi un selfie solo per far vedere agli altri che qaunto se la spassano nella loro presunta bella vita.


Probabilmente non sai di cosa sto parlando e, ti giuro, è meglio così!


Ahimè, non ti porto buone notizie nemmeno sulla nostra passione. Il motorsport, in generale, non sta simpatico a molti. Vogliono elettrificare tutto perchè credono di salvare il pianeta mettendo al bando i motori termici, ma non si rendono conto di alimentare soltanto una dinamica malata che li sta prendendo in giro.


Pazienza, io il mio mondo me lo sto creando. E ce la sto facendo! Ho una donna fantastica con la quale creerò una famiglia, le mie aziende, il motorsport che mi accompagna in tutto. E sto per entrare nella mia nuova casa. Alla soglia dei 30 anni posso dire di aver fatto tesoro di alcuni tuoi consigli. A modo mio, come sempre, ma l'ho fatto. In particolare ho messo in pratica da sempre il tuo modo di fare nei confronti della realtà. La osservo, la analizzo, ascolto più di quanto parlo e passo all'azione. È anche grazie a questo se sono chi sono oggi, e mi piace pensare che tu abbia avuto un ruolo in questo.


E ne sono orgoglioso.


Grazie di tutto,

Simone



© Simone Marchetti

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