POTENZA ELETTRICA GIĆ SOTTO ESAME
- Simone Marchetti Cavalieri

- 4 hours ago
- 2 min read

Si sono chiusi i test invernali in Bahrain, ultimo banco di prova prima dellāinizio della stagione. Ma mentre le monoposto completavano gli ultimi run, nel paddock iniziava a circolare una voce significativa: alcune squadre avrebbero valutato una versione āridottaā della power unit, in accordo con la FIA.
Dopo le prime sessioni della scorsa settimana ā accompagnate da commenti piuttosto preoccupati di piloti e tecnici ā sarebbe emersa la proposta di limitare lāerogazione dellāMGU-K a 250 kW rispetto ai 350 kW previsti. Lāidea alla base ĆØ chiara: ridistribuire meglio lāenergia lungo il giro e diminuire la necessitĆ di continui lift and coast, cosƬ da rendere la guida meno vincolata alla gestione esasperata della batteria.
Tra i team che hanno ammesso di aver sperimentato questa configurazione figurano Audi e McLaren, anche se non ĆØ dato sapere con quali mappature o in quali simulazioni specifiche sia stata provata.
Accanto a questa ipotesi, la Federazione avrebbe considerato anche un secondo intervento: aumentare la potenza di ricarica dellāMGU-K attraverso il motore endotermico, passando da 250 a 350 kW. Se combinata con una minore energia rilasciata in accelerazione, questa soluzione potrebbe alleggerire la pressione sulla ricarica durante il giro, riducendo lāimpatto sulla condotta di gara.
PerchĆ© il punto ĆØ proprio questo: vedere piloti costretti a gestire lāacceleratore più per ricaricare che per attaccare non rappresenta lāessenza delle corse.
Tempistiche e perplessitĆ
Detto ciò, resta inevitabile qualche interrogativo. Anche ammesso che eventuali correttivi non vengano introdotti immediatamente ma solo dopo le prime gare, la domanda ĆØ legittima: comāĆØ possibile che, dopo anni di simulazioni presentate alle FIA ed ai vari confronti regolamentari, si debba intervenire su parametri cosƬ rilevanti a ridosso del via della stagione?
E ancora: che valore assumono i test appena conclusi se il quadro tecnico viene modificato poco dopo?Ā Non si rischia forse di alterare i rapporti di forza? Una squadra che avesse interpretato meglio la gestione energetica potrebbe vedere annullato il proprio vantaggio da nuove direttive.
Lāauspicio ĆØ che si arrivi a una soluzione equilibrata, capace di migliorare lo spettacolo senza trasformarsi nellāennesima disputa politica nel paddock.
Motorsport e ibrido: progresso o stallo?
CāĆØ poi una riflessione più ampia. Da oltre dieci anni il motorsport ĆØ terreno di sviluppo per lāibrido, tecnologia considerata un laboratorio avanzato per lāindustria automobilistica. Ć giĆ noto come le competizioni accelerino lāinnovazione.
Eppure viene spontaneo chiedersi: al di lĆ dei passi avanti sullāaffidabilitĆ , quanto si ĆØ realmente evoluta la gestione dellāenergia in termini di prestazione e recupero?
La sensazione ĆØ che i miglioramenti siano stati meno incisivi di quanto ci si potesse aspettare. Se gli interventi attualmente allo studio serviranno a rendere le gare meno condizionate dai compromessi energetici, allora ben vengano. In caso contrario, si rischia di inseguire soluzioni tampone senza affrontare il nodo alla radice.
Ā© Simone Marchetti Cavalieri
