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POTENZA ELETTRICA GIƀ SOTTO ESAME

  • 5 hours ago
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Si sono chiusi i test invernali in Bahrain, ultimo banco di prova prima dell’inizio della stagione. Ma mentre le monoposto completavano gli ultimi run, nel paddock iniziava a circolare una voce significativa: alcune squadre avrebbero valutato una versione ā€œridottaā€ della power unit, in accordo con la FIA.


Dopo le prime sessioni della scorsa settimana — accompagnate da commenti piuttosto preoccupati di piloti e tecnici — sarebbe emersa la proposta di limitare l’erogazione dell’MGU-K a 250 kW rispetto ai 350 kW previsti. L’idea alla base ĆØ chiara: ridistribuire meglio l’energia lungo il giro e diminuire la necessitĆ  di continui lift and coast, cosƬ da rendere la guida meno vincolata alla gestione esasperata della batteria.


Tra i team che hanno ammesso di aver sperimentato questa configurazione figurano Audi e McLaren, anche se non ĆØ dato sapere con quali mappature o in quali simulazioni specifiche sia stata provata.


Accanto a questa ipotesi, la Federazione avrebbe considerato anche un secondo intervento: aumentare la potenza di ricarica dell’MGU-K attraverso il motore endotermico, passando da 250 a 350 kW. Se combinata con una minore energia rilasciata in accelerazione, questa soluzione potrebbe alleggerire la pressione sulla ricarica durante il giro, riducendo l’impatto sulla condotta di gara.


PerchĆ© il punto ĆØ proprio questo: vedere piloti costretti a gestire l’acceleratore più per ricaricare che per attaccare non rappresenta l’essenza delle corse.


Tempistiche e perplessitĆ 

Detto ciò, resta inevitabile qualche interrogativo. Anche ammesso che eventuali correttivi non vengano introdotti immediatamente ma solo dopo le prime gare, la domanda ĆØ legittima: com’è possibile che, dopo anni di simulazioni presentate alle FIA ed ai vari confronti regolamentari, si debba intervenire su parametri cosƬ rilevanti a ridosso del via della stagione?


E ancora: che valore assumono i test appena conclusi se il quadro tecnico viene modificato poco dopo?Ā Non si rischia forse di alterare i rapporti di forza? Una squadra che avesse interpretato meglio la gestione energetica potrebbe vedere annullato il proprio vantaggio da nuove direttive.


L’auspicio ĆØ che si arrivi a una soluzione equilibrata, capace di migliorare lo spettacolo senza trasformarsi nell’ennesima disputa politica nel paddock.


Motorsport e ibrido: progresso o stallo?

C’è poi una riflessione più ampia. Da oltre dieci anni il motorsport ĆØ terreno di sviluppo per l’ibrido, tecnologia considerata un laboratorio avanzato per l’industria automobilistica. ƈ giĆ  noto come le competizioni accelerino l’innovazione.


Eppure viene spontaneo chiedersi: al di lĆ  dei passi avanti sull’affidabilitĆ , quanto si ĆØ realmente evoluta la gestione dell’energia in termini di prestazione e recupero?


La sensazione ĆØ che i miglioramenti siano stati meno incisivi di quanto ci si potesse aspettare. Se gli interventi attualmente allo studio serviranno a rendere le gare meno condizionate dai compromessi energetici, allora ben vengano. In caso contrario, si rischia di inseguire soluzioni tampone senza affrontare il nodo alla radice.



Ā© Simone Marchetti Cavalieri

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