MINOR DISTACCO NELLA STORIA DELLA INDY 500: VINCE ROSENQVIST
- Cavalieri Garage Magazine

- 2 days ago
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Felix Rosenqvist ha scritto una delle pagine più serrate e spettacolari della storia recente della 500 Miglia di Indianapolis, conquistando la vittoria al termine di un finale deciso sul filo dei millesimi. Il pilota svedese, al volante della Honda #60 di Meyer Shank Racing, ha infatti battuto la Chevrolet #12 di David Malukas con un margine di appena 23 millesimi di secondo, nel che resta uno dei finali più ravvicinati di sempre sullāovale dellāIndianapolis 500.
Per Rosenqvist si tratta della seconda affermazione in carriera nella IndyCar Series, ma soprattutto di un successo che vale come consacrazione definitiva dopo una gara costruita tra strategia, caos e gestione del rischio fino allāultimo giro.
La corsa si era aperta con un episodio immediatamente critico: lāuscita di scena di Katherine Legge, coinvolta in un contatto dopo aver cercato di evitare Ryan Hunter-Reay, fermo in pista. Un impatto violento che ha subito alzato la tensione in unāedizione giĆ promessa allāincertezza.
Dopo le prime caution, la gara si ĆØ trasformata in una lunga sequenza di duelli al vertice. Alex Palou, autore della pole, e Connor Daly hanno acceso la fase centrale, alternandosi con continuitĆ in testa, mentre Scott Dixon si ĆØ inserito nella lotta creando un continuo gioco di strategie tra Chip Ganassi Racing e i rivali.
La metà gara ha rappresentato uno snodo cruciale: tra bandiere gialle, una breve sospensione per pioggia e problemi tecnici, il ritmo è cambiato più volte, fino a quando David Malukas ha iniziato a prendere il comando delle operazioni, mettendo pressione a Palou e agli altri protagonisti.
Poi il momento chiave: una caution causata dallāincidente di Josef Newgarden ha spezzato la corsa e aperto il fronte strategico. Alcuni team hanno scelto di anticipare la sosta, tra cui Pato OāWard e proprio Rosenqvist, una decisione che si sarebbe rivelata decisiva. La strategia under caution ha ribaltato completamente la gerarchia della gara.
Quando la corsa si ĆØ riaperta, il gruppo di testa si ĆØ trovato improvvisamente disallineato rispetto ai pit stop, con Rosenqvist che si ĆØ ritrovato in posizione favorevole davanti a OāWard. Da lƬ in poi, la gara ĆØ diventata una progressiva compressione verso il finale, senza più margine dāerrore.
Negli ultimi giri, tutto sembrava pronto per un duello diretto tra Rosenqvist e OāWard, ma una nuova caution a otto tornate dalla fine, causata dallāimpatto di Caio Collet, ha nuovamente stravolto lo scenario. La corsa si ĆØ trasformata in uno sprint finale frammentato, con restart continui e tensione crescente.
Nel caos degli ultimi chilometri si ĆØ inserito anche Marcus Armstrong, mentre un ulteriore stop causato da Mick Schumacher ha ulteriormente ridotto lo spazio dāazione. La Indy 500 si ĆØ cosƬ trasformata in unāunica, lunghissima volata senza ritmo stabile.
Lāultimo giro ha avuto la struttura di un duello a tre livelli: Malukas in testa, Armstrong in pressione e Rosenqvist in rimonta. Lo svedese ha costruito la sua progressione sfruttando perfettamente la linea esterna, risalendo posizioni fino a presentarsi in scia al leader nellāultima sequenza di curve.
Nellāultimo tratto, Rosenqvist ha completato il sorpasso decisivo proprio prima della bandiera a scacchi, superando Malukas in volata e firmando un successo definito da un margine storico: la vittoria più ravvicinata mai registrata nella storia della Indy 500.
Alle sue spalle hanno chiuso Scott McLaughlin, OāWard, Armstrong, Rinus VeeKay, Alex Palou e Santino Ferrucci, in una classifica finale completamente decisa dalle neutralizzazioni e dalle strategie.
Un epilogo che conferma ancora una volta la natura imprevedibile dellāIndianapolis 500: una gara che non si vince solo sulla velocitĆ , ma sulla capacitĆ di sopravvivere al caos.
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