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MCLAREN MCL39: LA PERFEZIONE CHE NON PERDONA

  • Immagine del redattore: Simone Marchetti Cavalieri
    Simone Marchetti Cavalieri
  • 16 apr 2025
  • Tempo di lettura: 2 min


Non è più una sorpresa: la McLaren è oggi tra le vetture più complete e performanti del paddock. Ma la sua superiorità non dipende da un solo elemento, bensì da un insieme armonico di scelte tecniche che, messe insieme, formano un pacchetto vincente. In un contesto regolamentare così rigido, dove molte squadre iniziano ad avvicinarsi alle stesse soluzioni per limiti naturali di sviluppo, ciò che fa davvero la differenza è avere una monoposto solida in ogni reparto.


L’aspetto più evidente è senza dubbio l’aerodinamica. La MCL39 genera un carico elevatissimo, il che migliora la gestione delle gomme, permette un’ampia flessibilità d’assetto e consente alla macchina di lavorare bene in condizioni diverse. Ma c’è un dettaglio meno noto, eppure determinante: l’angolo di sterzo estremamente ridotto.


Questa particolarità, visibile analizzando telemetrie e on-board, rende la McLaren molto efficace soprattutto nelle curve lente, dove invece molte altre vetture soffrono. Il motivo va ricercato anche nella sospensione anteriore pull-rod, una scelta tecnica che McLaren ha spinto al limite molto più di altri team, compresa la stessa Red Bull, che fu tra le prime a introdurla. A Woking hanno lavorato per renderla il più rigida e bassa possibile, riducendo i movimenti del telaio e migliorando la prontezza dello sterzo.


Tutto questo, però, ha un prezzo. Una vettura così precisa all’anteriore diventa anche estremamente sensibile. Servono riflessi rapidi, mani leggere e grande controllo per non perdere il bilanciamento. Non è un caso se né Norris né Piastri, finora, sono riusciti a completare una qualifica davvero pulita dall’inizio alla fine. Basta poco per sbagliare e compromettere l’intero weekend: lo si è visto in Cina, a Suzuka, e ancora in Bahrain.


In gara, il discorso cambia. Si viaggia lontani dal limite assoluto, e questo offre ai piloti un po’ più di margine. Ma resta il fatto che la MCL39 è una vettura esigente, che non perdona leggerezze. Lando Norris, in particolare, ha fatto vedere quanto sia complicato estrarre tutto il potenziale di questa macchina. Se si osservano i suoi movimenti al volante, si nota quanto poco angolo utilizzi rispetto a un pilota come Verstappen, notoriamente aggressivo in inserimento curva. È una differenza che dice molto sulle caratteristiche della vettura e su quanto richieda un approccio di guida preciso e controllato.


Sì, McLaren ha creato una macchina fortissima, forse la più avanzata in griglia in termini di equilibrio tra carico aerodinamico ed efficienza. Ma è anche una macchina che pretende tanto. Chi la guida deve adattarsi, migliorare, andare oltre. E Norris lo sta imparando sulla sua pelle: per sfruttarla fino in fondo servono concentrazione, sensibilità e una dose extra di perfezionismo.


Nota finale: vi sembra un caso che la Ferrari continui a faticare proprio nelle curve lente e a soffrire di sottosterzo? Forse non è solo una coincidenza…



Immagine tratta dal canale YouTube "yelistener"

© Simone Marchetti Cavalieri

 
 

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