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LA 24 ORE DI DAYTONA INCORONA PORSCHE PER LA TERZA VOLTA CONSECUTIVA

  • Immagine del redattore: Cavalieri Garage Magazine
    Cavalieri Garage Magazine
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min


Daytona parla ancora tedesco. Per il terzo anno consecutivo è una Porsche 963 LMDh a imporsi nella 24 Ore più iconica del calendario IMSA, confermando una supremazia tecnica e strategica che va ben oltre il singolo risultato sportivo. A firmare il successo è Felipe Nasr, anche lui alla terza vittoria consecutiva sul tracciato della Florida, al termine di un finale tesissimo che ha trasformato le ultime curve del Daytona International Speedway in un esercizio di sangue freddo, lucidità e gestione della pressione.


Insieme a Julien Andlauer e Laurin Heinrich, Nasr ha costruito una vittoria che nasce molto prima dell’ultimo stint: una gara di resistenza vera, fatta di gestione, adattamento e lettura delle situazioni. Un successo che vale doppio perché maturato in una delle edizioni più anomale e complesse della storia recente della corsa.


La notte che ha cambiato la gara

La 64ª edizione della 24 Ore di Daytona verrà ricordata soprattutto per la lunghissima neutralizzazione notturna: oltre sei ore di Full Course Yellow causate da una fitta nebbia che ha reso impraticabile la pista in sicurezza. Un record assoluto per l’evento, che ha di fatto congelato la gara per più di un quarto della sua durata.

In quel contesto, i box hanno assunto un ruolo centrale. Il team Porsche Penske Motorsport ha saputo trasformare una situazione critica in un’opportunità, sfruttando la neutralizzazione per ripristinare le vetture e preparare la fase decisiva della corsa. All’alba, la gara è ripartita come se fosse una nuova 6 Ore sprint, con strategie azzerate e valori nuovamente in gioco.


La volata finale

Nel finale è stato Andlauer a portare la 963 al comando dopo l’ultima fase di soste, prima di lasciare il volante a Nasr per le ore decisive. Da lì in poi è iniziato il vero duello: Jack Aitken, sulla Cadillac V-Series.R, ha tentato in ogni modo di rompere l’egemonia Porsche, sfruttando una maggiore velocità di punta, ma pagando qualcosa nei tratti guidati.

La sfida si è giocata sul filo dei dettagli: gestione del traffico, precisione nelle ripartenze, uscita dalle curve lente. Nasr ha resistito con lucidità chirurgica, difendendo la posizione fino alla bandiera a scacchi con poco più di un secondo di vantaggio. Un arrivo che consegna al brasiliano il terzo successo consecutivo a Daytona, eguagliando un record storico condiviso con Peter Gregg e Hélio Castroneves.


Porsche leader, ma il gruppo cresce

Alle spalle della vettura vincitrice, la gara ha raccontato molto anche sullo stato della categoria GTP. La BMW M Hybrid V8 del Team WRT ha conquistato un podio di grande valore, confermando una crescita tecnica evidente dopo un avvio di weekend complicato. Un risultato che certifica la maturazione del progetto BMW nel contesto IMSA.

La seconda Porsche ufficiale Penske ha chiuso quarta, mentre Acura, pur competitiva nelle fasi centrali, ha sofferto l’aumento delle temperature nelle ore finali. Gara più difficile invece per Cadillac, che ha alternato un’auto in lotta per la vittoria assoluta a un’altra costretta al ritiro per problemi tecnici.


Le classi: equilibrio, strategia e finali al limite

La Daytona 2025 non ha regalato spettacolo solo nella classe regina:

  • LMP2: vittoria finalmente conquistata da CrowdStrike Racing by APR, grazie a una gara costruita sulla regolarità più che sull’aggressività. Strategia pulita, zero errori e gestione perfetta dell’ultima finestra carburante.

  • GTD Pro: trionfo BMW con una rimonta memorabile. La M4 GT3 del Paul Miller Racing, partita dal fondo griglia di classe, ha vinto al termine di una gara costruita su ritmo, strategia box e gestione impeccabile dell’ultimo stint, resistendo al ritorno furioso della Mercedes.

  • GTD: finale da thriller, con la Mercedes Winward Racing capace di imporsi su Aston Martin dopo un duello fatto di sorpassi, contatti e difese al limite. Una battaglia vera, ruota a ruota, che ha tenuto la gara aperta fino all’ultima chicane.


Daytona, ancora una volta

Questa edizione della 24 Ore di Daytona non è stata solo una gara: è stata una lezione di endurance moderna. Neutralizzazioni record, strategie elastiche, gestione delle risorse, adattamento continuo a condizioni mutevoli. Un contesto in cui la vittoria non nasce solo dalla velocità, ma dalla capacità di interpretare la gara come un sistema complesso.


E in questo sistema, ancora una volta, Porsche ha dimostrato di saper muoversi meglio degli altri. Non solo per prestazione, ma per cultura sportiva, organizzazione e visione strategica.


Daytona 2025 lascia un messaggio chiaro: nell’era LMDh non basta essere veloci. Serve essere solidi, lucidi, adattivi. E soprattutto, serve saper leggere il caos.




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