INDYCAR: CAOS A ROAD AMERICA, VINCE LUNDGAARD
- Cavalieri Garage Magazine

- 4 giorni fa
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Christian Lundgaard interrompe il dominio annunciato di Alex Palou e conquista una vittoria di grande peso nella NTT IndyCar Series al termine di una spettacolare prova sul tracciato di Road America. Il danese di Arrow McLaren porta a casa un successo costruito con pazienza, lettura strategica e freddezza nei momenti decisivi, al termine di una gara che ha completamente riscritto le gerarchie attese.
La giornata sembrava inizialmente destinata a trasformarsi nell’ennesimo monologo di Alex Palou. Lo spagnolo di Chip Ganassi Racing, partito dalla pole position e indicato da tutti come il principale favorito, aveva imposto il proprio ritmo fin dalle battute iniziali, gestendo il vantaggio senza apparenti difficoltà.
Ma in IndyCar basta un episodio per cambiare tutto.
La prima svolta è arrivata poco dopo la sosta iniziale, quando una Safety Car provocata dai problemi alla vettura di Romain Grosjean ha stravolto la sequenza delle strategie. In quel momento il comando è passato nelle mani della Meyer Shank Racing di Felix Rosenqvist, aprendo improvvisamente scenari completamente diversi.
Il momento che ha segnato definitivamente la corsa è però arrivato al giro 29.
Nel tentativo di anticipare gli avversari e mantenere il controllo della situazione, Palou è rientrato ai box prima degli altri. Una scelta che si è trasformata in un boomerang: una penalità per eccesso di velocità in pit lane ha cancellato in pochi secondi il vantaggio costruito per tutta la prima parte di gara. Da leader incontrastato, il campione in carica si è ritrovato costretto a rincorrere.
Nemmeno Meyer Shank Racing è riuscita però a capitalizzare il momento. Rosenqvist ha tentato di effettuare la propria sosta proprio mentre la pit lane veniva chiusa a causa dell’arresto della vettura di Christian Rasmussen sul rettilineo principale. Un altro episodio che ha rimesso tutto in discussione e ha acceso la fase centrale della corsa.
Con oltre venti giri ancora da disputare, la gara si è trasformata in una continua rincorsa. Marcus Armstrong ha preso il comando davanti a David Malukas e Alexander Rossi, gestendo il ritmo in attesa dell’ultima finestra di pit stop. Anche dopo l’ultima sequenza di soste, il neozelandese sembrava avere in mano l’occasione della carriera.
Alle sue spalle, però, stava crescendo una minaccia sempre più concreta.
Christian Lundgaard ha iniziato a recuperare terreno giro dopo giro, mantenendo pressione costante e preparando l’attacco nel momento più delicato della gara. Dietro di lui restava in agguato anche Graham Rahal.
Poi, a tre giri dalla conclusione, il colpo di scena definitivo. La vettura di Armstrong ha improvvisamente perso potenza costringendolo al ritiro lungo il tracciato. Direzione gara obbligata a chiamare la Safety Car e a comprimere nuovamente il gruppo per un ultimo sprint.
Una situazione che ha inevitabilmente riportato alla memoria il finale della Indy 500.
Alla ripartenza per il singolo giro conclusivo, Lundgaard non ha lasciato spazio agli avversari. Il danese ha eseguito un restart impeccabile, respingendo immediatamente il tentativo di Malukas e sfruttando una Arrow McLaren nettamente più efficace in accelerazione fin dalla Restart Zone.
Alle spalle del vincitore è arrivata un’altra gara nella gara. Will Power ha chiuso inizialmente in zona podio dopo un acceso contatto con Graham Rahal alla Canada Corner, episodio che ha mandato contro le barriere il pilota RLL. Completano la top positions Kyffin Simpson, Alex Palou — autore comunque di un recupero significativo dopo la penalità — Alexander Rossi, Scott McLaughlin e Felix Rosenqvist.
Road America consegna così una delle gare più imprevedibili della stagione: una corsa che sembrava scritta e che invece è stata riscritta curva dopo curva.
Ora la NTT IndyCar Series si concede una settimana di pausa prima di tornare ad inizio luglio per il tradizionale appuntamento di Mid-Ohio.
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