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GP AUSTRIA: IL LATO OSCURO DI MAX



Considero Max Verstappen uno dei più grandi piloti di sempre, certamente tra i primi cinque nella mia classifica personale. Il suo talento straordinario nasconde tuttavia un lato oscuro che non esita a mostrare quando necessario. Verstappen è un combattente eccezionale, sia in attacco che in difesa. La sua abilità nel posizionare la vettura, ritardare e modulare la frenata, prendere rischi e mantenere il controllo anche fuori traiettoria è probabilmente senza paragoni nella storia del motorsport.


Tuttavia, l'incidente di ieri con Norris non è un evento isolato. Sin dal suo debutto in F1, Verstappen ha sempre lottato con tenacia, specialmente in difesa, avvicinandosi spesso al limite della correttezza. Durante il 2021, a mio parere, questo limite è stato superato più volte. È difficile ricordare più di uno o due episodi altrettanto controversi con altri piloti. Ripensando alle battaglie di Hamilton e Vettel, a Ricciardo in Red Bull, a Kimi e a Fernando, sembra improbabile che tutti questi piloti abbiano perso misura e sensibilità solo contro Max. Se Verstappen è una costante in queste situazioni, un motivo ci sarà.


Non credo che Verstappen voglia deliberatamente essere scorretto; ha una tale padronanza del mezzo e una sensibilità tale da riuscire ad adattarsi rapidamente alle mosse dell'avversario, creando però situazioni pericolose. In molti casi, gli altri piloti non avevano modo e tempo di reagire, come Ricciardo a Baku, Hamilton a Jeddah, o lo stesso Norris ieri. A tal proposito, trovo perfette le parole di Andrea Stella: molte delle "non decisioni" o delle decisioni senza senso della commissione derivano dal 2021. Purtroppo, l'operato più che indeciso mostrato con Verstappen in quello che fu il confronto con Hamilton ha influenzato negativamente le battaglie future, non definendo mai una linea precisa oltre la quale non è possibile andare.

Ed è così che siamo alle solite, vedi i 10 secondi di penalità inflitti ieri, inutili visto l'eliminarsi a vicenda di Max e Lando.

Comprendo ma trovo spiacevole vedere altri esperti che commentano la gara di ieri con frasi come: "lasciamoli correre, queste sono le vere battaglie, ai tempi di Senna, di Villeneuve, ecc.". Per quanto io sia il primo a ritenersi nostalgico verso tempi che non torneranno più, dove era tutto più sanguigno e dove i conti si regolavano in modi diversi, bisogna accettare il fatto che le cose siano drasticamente cambiate. Vi prego, basta, siate intellettualmente onesti. Siamo nel 2024: negli anni '80 non si frenava da 340 km/h a 70 in 100 metri, non si subivano 5g di decelerazione o 4,5 in curva, e non si richiedevano i riflessi straordinari di oggi. Era quasi un altro sport. Non riduciamo tutto alle solite questioni sullo spettacolo e alle gare di 40 anni fa. I regolamenti sono cambiati, i tempi sono cambiati, in tutti gli sport. Poi possiamo, in altre sedi, criticare tutto e dirci cosa vorremmo vedere, quanto ci manca il passato ed altri concetti che, in parte, condivido, ma se vogliamo commentare la Formula 1 di oggi, dobbiamo farlo tenendo conto delle regole di oggi, piaccia o meno.


In conclusione, un vero appassionato di motorsport non può fare a meno di ammirare Verstappen ogni volta che sale in macchina. Allo stesso tempo, non può non dispiacersi quando si verificano episodi come quello di ieri e, soprattutto, quelli del 2021, perché a risentirne è lo sport che amiamo.



© Simone Marchetti

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