GP OLANDA: ZANDVOORT INCORONA PIASTRI, IL MONDIALE PRENDE UNA DIREZIONE
- Redazione

- 31 ago
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Il Gran Premio di Zandvoort potrebbe rivelarsi il momento chiave della stagione. Oscar Piastri ha dato una dimostrazione di solidità e maturità da veterano, portando a casa una vittoria che pesa come un macigno nella corsa al titolo. L’australiano della McLaren non ha tremato nemmeno nei frangenti più delicati, gestendo con freddezza ripartenze e fasi concitate di gara. Al contrario, il suo compagno e diretto rivale, Lando Norris, ha visto crollare le proprie ambizioni a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi, quando la sua MCL39 ha alzato bandiera bianca per un cedimento al motore. Un colpo durissimo, che lo ricaccia a 34 lunghezze dal leader del mondiale.
La dinamica è stata beffarda. Norris aveva perso la posizione su Verstappen già allo start, salvo poi reagire con un sorpasso deciso che lo aveva rimesso in carreggiata. A quel punto, l’inglese aveva iniziato a limare il gap da Piastri, portandolo a meno di un secondo e aprendo le porte a un finale incandescente. Tutto lasciava presagire un duello fratricida tra i due alfieri McLaren, fino alla fumata bianca che ha decretato la fine della sua corsa e forse, in parte, anche delle sue speranze iridate.
Con Norris fuori dai giochi, Verstappen ha ereditato il secondo posto, accolto con soddisfazione davanti al suo pubblico. La Red Bull ha tentato soluzioni tattiche aggressive, cambiando strategia gomme per metterlo in condizione di lottare, ma la supremazia McLaren è stata troppo evidente. Dopo un avvio spettacolare, in cui l’olandese aveva superato Norris con un numero da campione, il ritmo della RB21 è progressivamente calato, lasciandolo distante oltre dieci secondi da Piastri. Il mondiale sembra ormai compromesso per lui, ma un piazzamento d’onore in classifica resta un obiettivo realistico.
Chi può davvero sorridere è Isack Hadjar. Il rookie francese della Racing Bulls ha confezionato un weekend perfetto: quarto in qualifica, costantemente solido in gara, e infine sul podio grazie al ritiro di Norris. Un risultato storico, che conferma quanto il giovane pilota stia bruciando le tappe nonostante non guidi una vettura da vertice. Una ricompensa meritata anche per il team di Faenza, che ha saputo offrirgli una macchina competitiva nelle condizioni più difficili.
Molto meno positivo, invece, il bilancio Ferrari. Zandvoort ha lasciato in eredità uno zero pesante. Prima Hamilton è finito a muro mentre duellava con Russell, poi Leclerc è stato centrato da Andrea Kimi Antonelli poco dopo il suo rientro ai box. Il monegasco, fino a quel momento, aveva messo in mostra grinta e coraggio con un paio di sorpassi da applausi, ma la sua gara è terminata nello stesso punto in cui si era conclusa quella di Hamilton. Il risultato: nessun punto raccolto e Mercedes che riduce a 12 lo svantaggio nel campionato costruttori.
Antonelli è stato uno dei protagonisti in negativo. Dopo una gara concreta che lo aveva portato fino al sesto posto, ha compromesso tutto con un errore ingenuo su Leclerc, costato non solo l’eliminazione del ferrarista, ma anche una doppia penalità che lo ha relegato addirittura in 16ª posizione. Numeri alla mano, il confronto con Russell continua a pesare: 91 punti per l’inglese nelle ultime nove gare, soltanto 16 per il giovane italiano.
La gara, tuttavia, ha regalato soddisfazioni a diversi outsider. Alexander Albon ha riportato la Williams in quinta posizione, partendo addirittura dal 15° posto e sfruttando al meglio le neutralizzazioni. Impresa simile per Oliver Bearman, che ha trasformato una partenza dai box in un sesto posto da applausi con la Haas, il suo miglior risultato in Formula 1. Haas che ha potuto contare anche sul decimo posto di Ocon, confermando un weekend positivo.
Solida la prestazione Aston Martin, con Stroll e Alonso entrambi a punti (settimo e ottavo). Meno brillante invece la Sauber, lontana dalle posizioni che contano, mentre la Alpine si consola con il buon passo di Colapinto, arrivato a un soffio dalla zona punti.
Zandvoort, dunque, lascia in eredità una McLaren dominante, un mondiale che sembra prendere la direzione di Piastri, e un gruppo di outsider che hanno approfittato delle difficoltà altrui per scrivere una pagina importante della loro stagione.
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