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GP AZERBAIJAN: QUEL BISOGNO DI RAZIONALITÀ

  • Immagine del redattore: Simone Marchetti Cavalieri
    Simone Marchetti Cavalieri
  • 17 set 2024
  • Tempo di lettura: 2 min



Dopo due settimane trascorse a celebrare l'eccezionale vittoria di Leclerc a Monza, siamo finalmente arrivati a Baku, una pista che il monegasco apprezza da sempre e che sembra adattarsi bene alla Ferrari, un po' come Singapore. Dopo il "miracolo" di Monza e la pole position brillante di ieri, le aspettative erano altissime. Tuttavia, Oscar Piastri ha messo fine al sogno di un secondo "miracolo" consecutivo per Leclerc.


Nonostante l'australiano abbia disputato una gara impeccabile, non si può negare che ci si aspettasse qualcosa di più dal ferrarista. Possiamo ammetterlo: questa volta non è stato incredibile né miracoloso.


Per quindici giorni abbiamo sentito critiche verso Norris per aver subito il sorpasso di Piastri alla partenza del GP di Monza. Oggi, la mancata difesa di Leclerc contro un attacco prevedibile e la sua scarsa incisività nei giri successivi sembrano non aver intaccato la sua aura di campione. I telecronisti hanno attribuito la situazione alla potenza della McLaren con il DRS, insinuando che le ali della MCL38 flettano più del dovuto, come se fossero quasi irregolari. Leclerc, invece, ha spiegato che è stata la performance della Ferrari con le gomme hard a condizionare il risultato finale. È vero che con le Pirelli a banda bianca Leclerc non ha brillato, ma è altrettanto vero che Sainz, con lo stesso tipo di gomma, è riuscito a recuperare oltre 10 secondi sui primi due nelle fasi finali.


Questo non significa che Leclerc avrebbe dovuto vincere, ma la sua macchina nell'ultimo stint non era così lenta come potrebbe sembrare. C'è stato, più semplicemente, un errore di valutazione nell'approccio all'utilizzo delle gomme hard, e anche sulla gestione della battaglia con Piastri, il che ha poi causato un rapido degrado delle sue Pirelli.


Un altro aspetto da considerare è l'inizio del secondo stint di Leclerc: capisco la necessità di gestire le gomme nei primi giri, ma perdere 5 secondi in quel modo sembra esagerato. Sarebbe stato meglio aumentare il ritmo prima, evitando di concedere così facilmente il DRS a Piastri, particolarmente efficace a Baku. Quando ha iniziato a spingere, ormai Piastri era a due secondi di distanza ed il recupero è diventato più difficile.


Nonostante ciò, a differenza di Norris (che ha fatto una gara eccellente), non vedremo Leclerc criticato duramente dai commentatori per il sorpasso subito. In fondo, sembra che la narrativa sia sempre la stessa: Leclerc non ha mai la macchina giusta per vincere, no?


Se ha ottenuto tante pole e poche vittorie è per questo motivo, o almeno così viene detto. Forse la soluzione sarebbe evitare di chiamare "miracoli" quelle che sono, in realtà, prestazioni che hanno una spiegazione razionale, così da non rimanerne delusi nella maggior parte dei casi.



© Simone Marchetti

 
 

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