GP AUSTRIA: RUSSELL NON SBAGLIA
- Cavalieri Garage Magazine

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George Russell conquista Spielberg e firma una doppietta personale nel Mondiale 2026, trasformando la pole position in una vittoria costruita con precisione e controllo nel Gran Premio d’Austria, ottavo appuntamento della stagione di Formula Uno.
Per il pilota Mercedes si tratta del secondo successo stagionale dopo l’apertura vincente di Melbourne e della settima affermazione in carriera, un risultato che cambia nuovamente gli equilibri della corsa iridata e lo riporta con forza nel gruppo dei candidati al titolo.
Al Red Bull Ring non è sembrato necessariamente il più veloce in senso assoluto, ma Russell ha fatto ciò che distingue i weekend vincenti da quelli semplicemente competitivi: essere impeccabile nei momenti che contano davvero. Prima con il discusso giro finale del Q3, poi con una partenza estremamente pulita che gli ha permesso di difendere la leadership dagli attacchi iniziali di Charles Leclerc.
Da lì in avanti, il britannico ha amministrato la gara con lucidità, controllando il ritmo e respingendo il progressivo ritorno della Red Bull di Max Verstappen e della seconda Mercedes guidata da Kimi Antonelli.
Alle sue spalle, Verstappen e Antonelli hanno completato il podio dopo un confronto rimasto aperto fino alle ultime curve. L’italiano ha sfiorato il secondo posto per pochi decimi, riscattando almeno in parte una qualifica complicata e portando a casa punti pesanti per il campionato. Il suo margine nella classifica generale resta infatti solido: 40 punti su Russell e 46 su Hamilton.
Più staccati gli altri protagonisti annunciati del weekend, incapaci di mantenere il ritmo dei tre uomini che hanno realmente lottato per il successo. Quarta posizione per un ritrovato Oscar Piastri con McLaren, davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton, condizionato anche da una strategia che potrebbe avergli sottratto la possibilità di giocarsi la top quattro.
Ancora una domenica estremamente difficile invece per Charles Leclerc. Partito dalla prima fila, il monegasco ha perso terreno sin dalle prime tornate, precipitando fino all’ottava posizione. Una gara in costante sofferenza, segnata da ritmo insufficiente e duelli quasi sempre persi, che lascia Ferrari con più interrogativi che risposte.
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