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F1 SHAKEDOWN: PIÙ DATI SPARSI CHE VERDETTI

  • Immagine del redattore: Cavalieri Garage Magazine
    Cavalieri Garage Magazine
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min


Cinque giorni di test privati a Montmelò hanno restituito un quadro chiaro solo su un aspetto: è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive. Queste sessioni hanno avuto il sapore di un lungo e articolato shakedown, utile più a validare concetti che a stabilire gerarchie. Eppure, qualche segnale interessante è comunque emerso.


Il riferimento cronometrico assoluto porta la firma di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha chiuso il pomeriggio con il miglior tempo complessivo, confermando quanto di buono si era già intravisto nei giorni precedenti con Charles Leclerc. La SF-26 si è dimostrata affidabile, costante e, quando richiesto, anche veloce. Un dettaglio tutt’altro che secondario in questa fase embrionale della stagione.


Hamilton, secondo i riscontri non ufficiali, ha fermato il cronometro sull’1’16”348 con mescola soft, un tempo di poco inferiore a quello fatto registrare da George Russell e Lando Norris. Numeri da leggere con cautela, ma che raccontano di un pilota già perfettamente inserito nel nuovo progetto Ferrari. Lo stesso Hamilton ha sottolineato come il feeling con la SF-26 sia profondamente diverso rispetto a quello avuto con la SF-25, segnale di un cambio di direzione tecnico percepibile fin dai primi chilometri.


Sul fronte chilometraggio, Maranello può sorridere: 141 giri complessivi nella giornata per la coppia Ferrari. Buoni riscontri anche per Haas, che condivide la power unit del Cavallino: Ocon ha completato 85 tornate, Bearman addirittura 108, seppur con riscontri cronometrici ancora lontani dai vertici.


McLaren-Mercedes ha lavorato sottotraccia ma con grande metodo. Norris, al termine dei suoi tre giorni di test, ha raggiunto l’1’16”5, un tempo incoraggiante che certifica soprattutto l’ottima affidabilità della power unit Mercedes. I tanti giri percorsi hanno permesso al team di Woking di sperimentare un ampio ventaglio di soluzioni tecniche, senza mai forzare la ricerca della prestazione pura.


Nessun colpo ad effetto, invece, dalla Red Bull-Ford. Verstappen ha macinato chilometri, ma il giro secco non è mai stato una priorità. Un approccio coerente con una squadra che storicamente utilizza i test come laboratorio, più che come vetrina.


Tra i team motorizzati Mercedes, spicca la mole di lavoro dell’Alpine: Pierre Gasly ha completato ben 160 giri nella sola giornata odierna, un dato impressionante che racconta di un programma focalizzato sulla raccolta dati e sull’affinamento dell’affidabilità.


Passi avanti, seppur contenuti, per Audi. Hulkenberg (78 giri) e Bortoleto (67) hanno migliorato il chilometraggio complessivo, ma il distacco resta importante: quasi quattro secondi dal riferimento Ferrari. Prima uscita invece per Aston Martin-Honda, con Fernando Alonso al volante. Un debutto interlocutorio, come prevedibile, utile più a verificare le basi del progetto che a cercare risposte immediate.


Infine Cadillac. Il debutto in Formula 1, con Valtteri Bottas alla guida, è stato carico di entusiasmo, ma anche di incognite. Nonostante la power unit Ferrari, i problemi riscontrati sono stati numerosi e il lavoro da fare appare ancora significativo.


Montmelò, insomma, non ha emesso sentenze. Ha però iniziato a raccontare storie tecniche, e quella della Ferrari — per ora — parla di solidità, metodo e di un Hamilton già sorprendentemente a suo agio. Il resto verrà più avanti, quando i test lasceranno spazio alle prime vere risposte della pista.



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