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EUGENIO CASTELLOTTI, VITA BREVE E FELICE DELL'EREDE DI ASCARI

  • Immagine del redattore: Cavalieri Garage Magazine
    Cavalieri Garage Magazine
  • 30 gen 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 17 set 2024



Castellotti nasce a Lodi il 10 Ottobre del 1930 da una famiglia piuttosto benestante. Dotato di un talento cristallino, spericolato dentro e fuori le piste, imprevedibile in gara e abilissimo sul bagnato. La sua è una vita breve, dove conosce successo, denaro e amore.


Il debutto in Formula 1 è datato 1955. La Lancia D50 è tra le migliori Formula 1, e la coppia Ascari-Castellotti tra le più forti. Ma le cose si mettono subito male. Al Grand Prix di Montecarlo Ascari domina, ma all’ottantunesimo giro esce di strada alla chicane e finisce in mare. Castellotti è comunque secondo alla sua seconda gara.


Pochi giorni dopo Ascari muore a Monza, proprio sotto gli occhi di Eugenio. Colpita pesantemente, la Lancia decide per il ritiro. Castellotti vuole onorare Ascari e fa di tutto per convincere la scuderia a correre in Belgio. Il lodigiano dà spettacolo e ottiene la pole. In gara è l’unico a tenere il ritmo di Fangio, grazie a una guida spericolata, fino a quando il differenziale regge. Nelle restanti gare passa alla Ferrari, e, dopo una bella serie di piazzamenti, è terzo nel mondiale.


Nel 1956 Castellotti ha la sua grande occasione a Reims, dove deve cedere la vittoria a Collins solo per un ordine di scuderia. A Monza lotta con Musso in modo forsennato per il primo posto fin dal via. Il risultato è che le gomme sono distrutte in pochi giri. Alla fine dell’anno il bottino è magro, Castellotti è sesto.


Eugenio trionfa alla Mille Miglia dominando sotto l’acqua e battendo tutti i piloti migliori del periodo.


Castellotti, sempre più distratto dalla fama che gli è piovuta addosso (ha prima una storia con l’attrice Anna Maria Ferrero, poi con la soubrette Delia Scala), perde la vita durante test privati a Modena.


La sera prima si trovava a una festa con la sua compagna a Firenze, quando Ferrari lo convoca improvvisamente per testare la 801. Eugenio saluta, guida tutta la notte e si mette al volante della Formula 1 senza aver chiuso occhio. Un giro, due, al terzo Castellotti non passa.


Si è schiantato contro la tribunetta del "Circolo della Biella" morendo sul colpo a ventisette anni.



© "Formula 1, Le Storie"

 
 

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