EFFICIENZA MERCEDES: NON SOLO POWER UNIT
- Simone Marchetti Cavalieri

- 05false27 GMT+0000 (Coordinated Universal Time)
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Il giro che è valso la pole a George Russell nella prima qualifica della stagione, se analizzato, racconta qualcosa di più di una semplice superiorità del motore Mercedes. I vantaggi della squadra tedesca non si limitano infatti alla power unit, ma riguardano l’efficacia complessiva della monoposto.
Il confronto tra il giro di George Russell in Q3 e quello di Isack Hadjar, primo inseguitore, evidenzia come la Mercedes riesca a guadagnare terreno praticamente in ogni fase del tracciato. Che si tratti di curve lente, sezioni a media velocità o pieghe veloci, la W17 sembra sempre avere qualcosa in più. A questo si aggiunge una gestione più efficiente della componente elettrica sul rettilineo, fattore che oggi può fare una differenza significativa.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la gestione del cosiddetto clipping. La W17 perde velocità prima di curva 9, proprio come accade alla Red Bull, ma lo fa in maniera più progressiva e senza arrivare mai ad azzerare completamente l’energia della batteria. Questo dettaglio consente ai piloti Mercedes, Russell e Antonelli, di avere ancora potenza disponibile nel tratto successivo, mentre Hadjar arriva con meno energia e quindi con una velocità inferiore.
Anche il modo in cui Russell gestisce il giro è significativo. Il britannico effettua un leggero lift già dalla prima curva, una scelta che gli permette di conservare energia e utilizzarla in modo più efficace nel settore centrale e dopo curva 10. È una dimostrazione di quanto oggi la gestione dell’energia e dell’hardware della monoposto sia determinante quanto la guida stessa.
Dal canto suo, la Red Bull rimane molto efficace nella fase di rilascio dell’energia: nelle accelerazioni più pure riesce spesso a essere davanti alla Mercedes, come si nota chiaramente sul rettilineo di partenza. Tuttavia, nonostante Hadjar non effettui praticamente lift nel primo settore, il suo tempo resta comunque più lento di quello di Russell. Il motivo è legato soprattutto alla percorrenza di curva 1: la W17 mantiene più velocità e consente di tornare sul gas prima.
Questo schema si ripete lungo diverse parti del circuito, dimostrando come la competitività della Mercedes sia frutto dell’intero progetto e non soltanto della sua ormai celebre power unit. In alcune curve del tracciato australiano, solo la Ferrari sembra avvicinarsi — o addirittura fare meglio — in termini di percorrenza.
Nel finale del giro la Red Bull riesce a recuperare qualcosa grazie all’ultima fase di accelerazione, riducendo parte del distacco accumulato nelle curve precedenti. Tuttavia non basta per eguagliare la prestazione delle Mercedes nell’ultimo settore.
È l’ennesima conferma di quanto sia cambiata la Formula 1 moderna: anche con il miglior pilota del mondo, bastano pochi punti percentuali di energia in più o una gestione più precisa del sistema per fare la differenza.
Al momento la McLaren non sembra ancora sfruttare questa power unit allo stesso livello della Mercedes, anche se è probabile che il gap possa ridursi nel corso della stagione. Per ora, però, la W17 appare la monoposto di riferimento.
Rimane infine una considerazione interessante: la Ferrari continua a sembrare più efficace sul passo gara rispetto al giro secco, un elemento che potrebbe cambiare gli equilibri quando si passa dalla qualifica alla domenica.
© Simone Marchetti Cavalieri
