DAYTONA 500: BYRON PUNTA ALLA STORIA, I CAMPIONI ALL'ASSALTO
- Cavalieri Garage Magazine

- 14 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 15 feb

Come vuole la tradizione, è Daytona ad aprire ufficialmente il sipario sulla nuova stagione della NASCAR Cup Series. Il cammino verso il titolo, articolato su trentasei appuntamenti – ventisei di regular season prima della fase decisiva dei Playoff – prende il via dalla Florida con l’evento che più di ogni altro incarna lo spirito della categoria: la Daytona 500, la leggendaria “The Great American Race”.
Fare un pronostico su duecento giri a Daytona è, come sempre, esercizio quasi inutile. Qui il draft annulla le gerarchie e trasforma ogni dettaglio in un potenziale fattore decisivo, rendendo plausibile l’impresa di chiunque riesca a trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Eppure, inevitabilmente, i riflettori sono puntati su William Byron, dominatore delle ultime due edizioni e deciso a firmare un’impresa che lo proietterebbe in una dimensione storica.
Il #24 di Hendrick Motorsports con livrea Chevrolet insegue il terzo successo consecutivo, un traguardo che gli consentirebbe di affiancare Denny Hamlin, capace di imporsi nel 2016, 2019 e 2020. Proprio Hamlin, oggi al volante della Toyota Camry #11 del team Joe Gibbs Racing, ha davanti a sé un’opportunità ancora più ambiziosa: raggiungere quota quattro vittorie, un club esclusivo che comprende leggende come Cale Yarborough, Dale Jarrett, Jeff Gordon e Bobby Allison.
Se da un lato c’è chi punta a consolidare la propria eredità, dall’altro c’è chi insegue ancora un trionfo che a Daytona sembra quasi maledetto. Per alcuni campioni affermati, la 500 rappresenta una ferita ancora aperta. È il caso di Kyle Busch (RCR Chevrolet #8), Brad Keselowski (RFK Racing Ford #6), Chase Elliott (Hendrick Chevrolet #9) e del campione in carica Kyle Larson (Hendrick Chevrolet #5): tutti laureati campioni a fine stagione, ma ancora a caccia della consacrazione nella gara simbolo del calendario.
Il recente doppio sigillo di Byron ha inoltre permesso a Hendrick Motorsports di superare Petty Enterprises nel numero complessivo di successi alla Daytona 500 (10 contro 9), rafforzando ulteriormente il primato della struttura guidata da Rick Hendrick. Resta invece inattaccabile, almeno per ora, il dominio di Chevrolet, che grazie al marchio di General Motors ha conquistato la corsa per ben 27 volte.
Sul fronte qualifiche, la pole position porta la firma di Kyle Busch: il due volte campione ha preceduto la Toyota Camry #19 di Chase Briscoe, assicurandosi la partenza al palo per la “Great American Race”. Le restanti posizioni sono state definite attraverso i tradizionali Duels, le due gare di qualificazione che determinano l’ordine dalla terza alla quarantesima casella.
Nel primo Duel si è imposto Joey Logano con la Ford #22 del Team Penske, precedendo il compagno di squadra Ryan Blaney e assicurandosi così le prime posizioni dispari disponibili, ovvero terza e quinta. Il secondo confronto ha premiato Chase Elliott, trascinato fino al traguardo dalla Chevrolet #77 di Carson Hocevar (Spire Motorsports) e dalla Camaro #5 di Kyle Larson.
Qualifiche e Duels hanno così definito l’elenco dei quaranta protagonisti che domenica, alle 20:30 italiane, prenderanno il via nella corsa più iconica del motorsport americano. Come accade anche alla 500 Miglia di Indianapolis, non tutti sono riusciti a conquistare un posto in griglia: restano esclusi Chandler Smith, J.J. Yeley, Anthony Alfredo e Corey LaJoie.
Ora la parola passa alla pista. A Daytona non vince solo il più veloce: vince chi sa sopravvivere al caos, leggere le scie e scegliere l’alleato giusto negli ultimi metri. E in duecento giri, tutto può ancora accadere.
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