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DAKAR: AL-ATTIYAH FIRMA IL SESTO TRIONFO E PORTA LA DACIA AL VERTICE

  • Writer: Cavalieri Garage Magazine
    Cavalieri Garage Magazine
  • 4 days ago
  • 3 min read

Updated: 2 days ago



Dopo quasi ottomila chilometri di traversata, con 4.748 km di prove speciali a scandire il ritmo di due settimane estreme, la Dakar incorona ancora una volta Nasser Al-Attiyah. In coppia con Fabian Lurquin, il pilota qatariota conquista la 48ª edizione della maratona più dura del motorsport, aggiungendo il sesto sigillo personale a un palmarès leggendario.


Un successo che racconta continuità e adattamento. Al-Attiyah ha saputo vincere con continenti, epoche tecniche e progetti completamente diversi: dalla Volkswagen Tuareg alla Mini X-Raid, passando per la Toyota Hilux, fino ad arrivare oggi alla Dacia Sandrider T1+. Un percorso che lo ha visto trionfare tre volte in Sudamerica, poi imporsi più volte in Arabia Saudita, e infine scrivere una nuova pagina con il marchio rumeno del Gruppo Renault.


Quella di quest’anno è stata una vittoria costruita con lucidità. Se il talento del qatariota non è mai stato in discussione, il vero salto di qualità lo ha compiuto la Sandrider T1+, al secondo anno di vita. Il lavoro svolto da Prodrive, partner tecnico di Dacia nei rally raid, ha trasformato il progetto in un mezzo maturo, affidabile ed efficace sulle dune, oltre che competitivo nelle tappe lunghe. Al-Attiyah, per la prima volta navigato da Lurquin, ha completato l’opera con una gestione intelligente della gara.


Dopo una prima parte di corsa condotta senza forzare, sempre nelle posizioni di vertice, il qatariota ha sferrato l’attacco decisivo nella sesta tappa, la più lunga dell’intera Dakar. La conferma è arrivata nella decima prova, prima di mettere definitivamente al sicuro il successo. L’ultima giornata è stata una passerella, conclusa con un prudente 43° posto nella breve prova ad anello di Yanbu, sufficiente per celebrare la vittoria.


Se Dacia festeggia, Ford può recriminare. Alla vigilia della Dakar 2026, il Raptor T1+ sembrava il riferimento assoluto in termini di velocità pura, soprattutto sulle dune saudite. Il potenziale non è mai mancato, ma a fare la differenza sono stati strategia, navigazione e gestione dei momenti critici. Nonostante ciò, il marchio americano conquista un doppio podio con Nani Roma e Mattias Ekström. Lo svedese firma la quarta vittoria di tappa, mentre lo spagnolo è stato l’unico vero rivale di Al-Attiyah fino alla fine.


Resta invece l’amaro in bocca per Sébastien Loeb. Il nove volte campione del mondo rally chiude la sua decima Dakar senza trofeo, fuori dal podio nonostante il secondo posto nell’ultima tappa. Mai realmente incisivo, Loeb non è riuscito a vincere nemmeno una speciale, alimentando una maledizione che sembra inseguirlo alla Dakar. Stessa sorte, per motivi diversi, per Carlos Sainz: il sogno della quinta Dakar si è infranto contro un problema al motore della sua Ford Raptor.


Tra le note più positive spicca il sesto posto assoluto del team Century. Mathieu Serradori e Loïc Muner sono stati tra le sorprese più convincenti della Dakar 2026: veloci, costanti e concreti, hanno chiuso davanti al campione in carica W2RC Lucas Moraes per poco più di due minuti. Il brasiliano, passato in extremis al team Dacia dopo l’addio a Toyota, ha pagato la scarsa familiarità con la Sandrider T1+.


Proprio Toyota, vincitrice della scorsa edizione, non è riuscita a confermarsi. L’uscita di scena prematura di Yazeed Al Rajhi già nella quarta tappa ha spostato l’attenzione su Henk Lategan, velocissimo sulle dune ma penalizzato da problemi tecnici sulla Hilux T1+. A raccogliere l’eredità è stato Toby Price: l’ex dominatore delle due ruote ha chiuso con un solido ottavo posto finale, precedendo Seth Quintero e Saood Variawa.


Classifica finale auto – Top 10

  1. Al-Attiyah / Lurquin (Dacia Sandrider T1+) – 48h56’53”

  2. Roma / Haro (Ford Raptor T1+) – +9’42”

  3. Ekström / Bergkvist (Ford Raptor T1+) – +14’33”

  4. Loeb / Boulanger (Dacia Sandrider T1+) – +15’10”

  5. Sainz / Cruz (Ford Raptor T1+) – +28’30”

  6. Serradori / Minaudier (Century CR7 T1+) – +45’02”

  7. Moraes / Zenz (Dacia Sandrider T1+) – +47’50”

  8. Price / Monleon (Toyota GR Hilux T1+) – +52’07”

  9. Quintero / Short (Toyota GR Hilux T1+) – +1h15’02”

  10. Variawa / Cazalet (Toyota GR Hilux T1+) – +1h23’36”



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