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6 ORE DI SAN PAOLO: LA DOPPIETTA CADILLAC SPEZZA IL DOMINIO FERRARI

  • Writer: Cavalieri Garage Magazine
    Cavalieri Garage Magazine
  • Jul 13, 2025
  • 3 min read


Cadillac scrive una pagina di storia nel FIA WEC conquistando la sua prima, netta vittoria nel Mondiale Endurance. A fare da palcoscenico al trionfo americano è stata la 6 Ore di San Paolo, teatro di una prestazione senza sbavature da parte del marchio statunitense supportato dal team Jota. Le due V-Series.R LMDh hanno monopolizzato la scena, tagliando il traguardo in parata davanti a tutti: la numero #2 di Lynn, Stevens e Nato ha preceduto la gemella condotta da Bourdais, Bamber e Button, completando una doppietta perentoria.


Al di là della prima ora, l’intera gara ha avuto un solo padrone. Le Cadillac si sono rivelate semplicemente inavvicinabili per gli avversari, grazie a una combinazione vincente di affidabilità, passo gara e – non da ultimo – un BoP che le ha evidentemente agevolate. Solo le prime tre Hypercar hanno concluso a pieni giri: tutte le altre sono state doppiate, segno di un dominio quasi imbarazzante.


Gara a senso unico: Cadillac imprendibili

Partito dalla pole, Will Stevens ha dovuto subito cedere il comando a Julien Andlauer su Porsche, e ha poi scontato un drive-through per irregolarità nella pressione degli pneumatici. Ma è stato solo un intoppo temporaneo: Stevens ha recuperato rapidamente, spalleggiato da un ritmo gara superiore, e nel corso della seconda ora Lynn ha riconquistato la testa della corsa, senza più mollarla.


La Porsche ha provato a difendere almeno il secondo gradino del podio, ma Bourdais ha avuto la meglio su Andlauer nel finale. Così Cadillac ha spezzato l’egemonia Ferrari, che finora aveva monopolizzato la prima metà della stagione. Il podio si è chiuso con la Porsche 963 di Andlauer e Christensen, un risultato comunque positivo in un weekend complessivamente difficile per la casa di Stoccarda.


Inseguono le tedesche, delude Toyota

Quarta l’altra Porsche Penske Motorsport di Vanthoor e Estre, bravi a rimontare dalla settima casella di partenza. Dietro di loro, la BMW di Rast, Wittmann e van der Linde, unica superstite dopo il ritiro anticipato della gemella a causa di problemi ai freni.

Sesto e settimo posto per le Peugeot 9X8, finalmente competitive grazie a un BoP più favorevole. Duval e Jakobsen hanno preceduto i compagni Jensen e Di Resta, riuscendo a rimanere vicini al gruppo di testa per buona parte della gara.


Ferrari, reduce dal successo alla 24 Ore di Le Mans, ha vissuto un fine settimana decisamente sottotono. L’equipaggio Pier Guidi-Giovinazzi-Calado ha chiuso 11°, davanti a Fuoco-Molina-Nielsen, rallentati anche da un contatto con Keating che ha danneggiato la parte posteriore della 499P.


Ancora peggio è andata a Toyota: le GR010 Hybrid non sono mai state realmente in gara, chiudendo addirittura fuori dalla top ten, in 14ª e 15ª posizione, battute anche dall’Aston Martin Valkyrie.


LMGT3: Lexus sorprende, Iron Dames lottano

Molto più combattuta e spettacolare la corsa nella classe LMGT3. Dopo una partenza dalla pole con la Aston Martin Vantage di Anthony McIntosh, è stata la Lexus RC F GT3 del team Akkodis ASP, guidata da Umbrarescu, Lopez e Schmidt, a prendere il comando e a mantenerlo fino alla bandiera a scacchi, nonostante una penalità per eccesso di velocità in pit-lane.


Dietro, lotta accesissima per il podio. Le Iron Dames, su Porsche, sembravano destinate al secondo posto, ma negli ultimi minuti Michelle Gatting ha ceduto alla pressione di Charlie Eastwood, che ha portato la Corvette al secondo gradino. Non solo: all’ultimo giro è arrivato anche l’attacco vincente di Eduardo Barrichello, che ha conquistato il terzo posto tra gli applausi del pubblico brasiliano.


Quinta la seconda Lexus, seguita dalla Porsche di Pera-Lietz-Hardwick, sesta dopo una bella rimonta. In top ten anche la BMW M4 GT3 con Valentino Rossi, autore di una prestazione solida.


Ferrari penalizzata, Ford KO

Gara in salita per le Ferrari GT3, condizionate dal Success Handicap e relegate all’11° e 13° posto. Da dimenticare anche la domenica della Ford Mustang GT3, ritirata a metà gara per un problema all’ammortizzatore e poi ancora fermata per noie allo scarico sulla seconda vettura a un’ora dal termine.




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