6 ORE DEL FUJI: ANALISI BOP
- Simone Marchetti Cavalieri

- 26 set
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Dopo il caos di Austin, dove la pioggia ha regalato una gara spettacolare e imprevedibile, il Mondiale endurance si sposta subito al Fuji. E, come accade ormai puntualmente nel 2025, il Balance of Performance torna al centro delle discussioni. Questa volta FIA e ACO hanno scelto una strada diversa: pochi ritocchi, minimi e mirati. Una scelta difficile da comprendere, considerando quanto Austin e Fuji abbiano caratteristiche opposte e quanto il campionato, fino ad ora, sia stato davvero “equilibrato”.
Basterebbe confrontare il BoP 2025 con quello del 2024 per capire meglio la direzione, ma ormai sembra chiaro che i criteri dell’algoritmo restino misteriosi persino alle squadre.
Toyota, nonostante un’annata complicata, continua a essere la più appesantita della griglia, con valori quasi identici a quelli dello scorso anno. Un handicap che rende improbabile qualsiasi svolta positiva per i giapponesi. In generale, quasi tutti i costruttori hanno visto un incremento di circa 20 kg rispetto al 2024, a eccezione di Peugeot e Aston Martin, ferme a 1030 kg. L’impressione è che la volontà di livellare il gruppo favorisca proprio Valkyrie e 9X8.
Ferrari, dal canto suo, non sembra avere le condizioni ideali: il Fuji è sempre stato un tracciato ostico, e il BoP non aiuta, nonostante i chiari progressi della 499P quest’anno. Colpisce invece il trattamento riservato a Porsche, a soli 4 kg dalla Ferrari, proprio sulla pista che storicamente esalta la 963. In generale, la forbice tra la più leggera Alpine e Toyota/Ferrari è di soli 17 kg, molto meno dei 34 kg che separavano Cadillac e Toyota nel 2024. Segno che le LMDh non hanno compiuto un salto tale da giustificare questa riduzione.
Guardando alla gara, le Cadillac sembrano le favorite, con BMW e Alpine candidate a inserirsi nella lotta di vertice. Ferrari potrà contare più sulla costanza e sulla gestione gomme che sulla velocità pura. Ma la vera incognita è Peugeot: il BoP consegna ai francesi un’occasione importante, e la 9X8 potrebbe restare agganciata al gruppo di testa fino alla fine. Non un dominio, ma la possibilità concreta di giocarsi qualcosa di rilevante.

© Simone Marchetti Cavalieri

